Gianni Mandolesi Racconti e storie di un personaggio riminese

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Un tempo a Rimini ci si conosceva un po’ tutti, e prima poi incontravi sempre qualcuno che magari avevi perso di vista da anni, quando facevi la “vasca” in centro. La cosiddetta vasca era il percorso che andava dall’imbocco di Piazza Tre Martiri sul Corso d’Augusto, fino a giungere allo sbocco su Piazza Cavour.
Lì c’incontravi il mondo intero e se ti capitava di non vedere qualcuno subito, lo incontravi a faccia a faccia al giro di ritorno, poiché quel percorso, chiamato struscio (passeggiata), lo facevi avanti e indietro per molte volte solo o con gli amici per incontrare altri amici, prima di rincasare per cena.

Erano i primi anni ’60 e da qualche tempo non vedevo Gianni da Lino, Bar-Ristorante dirimpetto alla stazione ferroviaria, aperto giorno e notte, sette giorni su sette, dove i perdigiorno come noi s’incontravano alle ore piccole.
Lo vedo uscire dal suo negozio, di faccia al Caffè Giovannini (oggi Bottega del Caffè), ci salutiamo aggiornandoci su ciò che stava accadendo, poi Gianni ad un tratto mi dice:
“Noi rispettiamo rigorosamente l'ultimo venerdì del mese”.
Fra me penso che di rosari e novene ne abbia visti già abbastanza, ma lui incalza:
“Ci incontriamo tutti gli ultimi venerdì del mese alla cappella di Sant’Antonio alle 21, chi c’è, c’è e andiamo a cena da qualche parte”.
Gli chiedo se, all'occasione, devo mettermi in contatto qualche giorno prima.
“No!" mi risponde con quel suo modo di fare brusco: "Chi c’è, c’è”.  

Quel formidabile personaggio riusciva a catalizzare l’interesse di molti, tant’è che questo tacito appuntamento durò per anni con successo!


Diverso tempo dopo mi sovvennero quelle parole:
< CHI C'E', C'E' >
e andai all’incontro. In un giro di un paio d'anni tornai tre o quattro volte.

Ricordo che una sera eravamo solo 5 o 6, era inverno e freddo da battere i denti.
Quella sera andammo alla Greppia, cenammo velocemente e verso le 22,45 eravamo già di fronte al cinema Fulgor, per vedere di entrare a sbafo.
Infatti, presso tutti i cinema, alle 22,30 cominciava l’ultimo spettacolo e la cassiera dopo aver rilasciato il biglietto all’ultimo avventore, chiudeva e se ne andava.
Così faceva pure la maschera, dopo aver controllato l’ultimo biglietto.

Entrammo di soppiatto, com’eravamo soliti fare in tutti i cinema del centro e ci godemmo lo spettacolo, appena iniziato.

 

c.f.